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Ciclismo | ... se la vita fosse un sogno ...

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HomeMotivazioni Poetando … … se la vita fosse un sogno … Archivi tag: Ciclismo novembre 2, 2010 “Ba ba ba bambolina …” Di Nick “ba-ba-ba bambolina”   … non siamo venuti al mondo per mangiare, bere, guidare, lavorare, accumulare ricchezza, dormire, parlare … ma perchè dentro ognuno di noi brucia la fiamma di una passione che dobbiamo alimentare …   “ba-ba fammi giocare”   … mi alzo sui pedali, inclino la bici, spingo, alzo lo sguardo e assisto al momento in cui una giovane coppia si abbraccia e si bacia, sullo sfondo un paesaggio autunnale. Non ho mai nè ricevuto, nè profuso, un bacio in quel luogo eppure, quella sensazione calda e dolce mi è arrivata come se l’avessi vissuta io stesso …   “ba-ba-ba-ba regalami un po’ di calore”   … luci rade, soffuse, silenzio, in lontananza un riflesso nell’oscurità: il mare. Il silenzio muore lentamente, giovani osservano una partita di bocce di qualche anziano. Torna il silenzio. Il borgo sembra voglia soffocarti, si restringono le vie, le case si sfiorano. Torna il vociare, bambini si rincorrono, un cagnolino li segue festoso … immagini che sembrano provenire dal passato ma che ancora sopravvivono in qualche angolo di questa bislacca penisola …   “ba-ba-ba bambolina”   … l’intervista, in bianco e nero, ad un meridionale che cerca lavoro in una grigia Milano degli anni sessanta. Nello sguardo lafierezza, nelle parole la fiducia nel futuro. Ha lasciato una famiglia al suo paese, ha dovuto fare mille sacrifici per un lavoro che ancora non gli permette di poter tornare a testa alta, ma questo non lo scoraggia, non gli fà perdere la speranza. Un paragone col presente tra un’Italia umile e ricca di speranza e un’Italia strafottente che vive del passato e che non si bada del suo futuro …   “ba-ba la’ fuori e’ dura”   … il brivido che ti pervade nel solo leggere la prefazione di un libro pregustandone la lettura. Da piccoli se ne subisce il fascino, crescendo se ne adora la magia. Grappoli di parole, fasci di paragrafi che, tutt’insieme affrescano dei paesaggi, delle situazioni, dei pensieri. Come su un palcoscenico la cui scena si modelli di continuo senza pause, senza punti morti, senza limiti di continuità …   “ba-ba-ba-ba posso stare qui?”   … chiazze di colore, microscopici pixel, che colorano … luci, immagini, suoni, risa, brividi, sudore, gioia … in un loop infinito.   Lascia un commento   |  Tag: Baci, Ciclismo, Colori, Emozioni, Futuro, Immagini, Italia, Musica, Natura, Parole, Passato, Pensieri, Sguardi, Silenzio, Vita | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri gennaio 2, 2008 L’inizio di una nuova pagina … Di Nick E’ come il primo giorno delle superiori, ti ritrovi catapultato in una realtà che non è la tua da un momento all’altro, spaesato, fragile; così è un po’ il primo giorno dell’anno, termini, idealmente, quello che stavi facendo prima e, seguendone il filo conduttore t’immagini di ricominciare da capo: promesse, buoni propositi, obiettivi, sogni, speranze tutto da rinnovare, tutto da aggiornare dopo trecentosessantacinque giorni di esperienze che hanno inevitabilmente inciso nella propria vita. Ho scritto e riscritto questo testo, volevo provare a racchiudere un anno in poche parole ma mi sono reso conto dell’impossibilità di tale proposito. Avrei voluto descrivere tutte le immagini di questo 2007, le immagini che mi ritornano continuamente in mente, tutte legate a qualcosa che mi ha colpito nel profondo, mi ha emozionato. Ho paura di perderle, ho paura di dimenticarle, lasciarle spegnere lentamente. Ormai è il secondo “bilancio” che sforno, dopo quello del 2006. A differenza del precedente, quello del 2007, è molto più arduo da stilare: è stato un anno semplicemente fantastico, per questo mi risulta impossibile riassumerlo in poche righe. Dall’inizio alla fine, come un thriller o un film d’azione, è stato ricco di colpi di scena soddisfazioni immense ma anche immense delusioni. E’ iniziato con una bella ed inaspettata sorpresa, un simpatico augurio da una persona particolare. Poi è stata, Parigi, pochi giorni ma impressi nella mente. Il mio compleanno passato a studiare per un esame, il giorno successivo il regalo, che mi son fatto, di passare a pieni voti quell’esame. Poi è la volta del 2007 sportivo, diversi allenamenti, dopo una parte in palestra arriva la stagione vera e propria e inizia con una squadra nuova di zecca e il proposito di conquistare il titolo di “prestigioso 2007”. Ha inizio così un percorso di gare, durato 4 mesi e 8 competizioni. Non le considero solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto dal punto di vista umano, ho potuto conoscere nuove persone, ascoltare esperienze nuove, approfondire una passione che non è solo la mia, ma che lega migliaia di persone e le porta a compiere cose che altre non possono capire. In fondo il legame che accomuna un po’ tutti gli innamorati del ciclismo è quello della natura, della sua bellezza della scoperta delle sue meraviglie oltre che quella voglia di conoscersi meglio in termini di limiti, resistenza agli sforzi, tutte esigenze, domande a cui solo il ciclismo può cercare di dare una risposta. Dal freddo di Cervia al caldo torrido di Treviso, passando per delle strade mitiche del ciclismo italiano: i colli bolognesi, le alpi bergamasche, le dolomiti venete e i loro passi storici oltre ai mitici Gavia, Mortirolo e S. Cristina, i cui nomi incutono revenziale timore a chi ne conosce i caratteri dominanti. Questi quattro mesi sono coincisi con la conoscenza di una persona che per me è diventata importante una persona che, senza rendersene conto s’è inserita in un momento della mia vita, particolarmente difficile. E’ stata come una spruzzata di colore su un asfalto grigio e polveroso. Una cascata di freschezza e gioia, che ha risvegliato in me, bellissime sensazioni. Ad essa son legati ricordi, sogni, momenti, magari piccoli, apparentemente insignificanti, ma intensi, veri, puri, profondi, che mi hanno colpito al cuore. Belle immagini, impossibili da enumerare, da riordinare, da descrivere, obbligatorie da stampare nella propria mente, perché da li non si perdano mai. Sono stati, oltre tutto, i quattro mesi che hanno preceduto la mia partenza per gli Usa. Era sempre stato il mio sogno, quello di poter studiare, un giorno, all’estero, di poter assaggiare la vita universitaria dei college americani. Ho potuto realizzare anche questo sogno, in questo fantastico 2007. Il 20 luglio 2007, ho preso un aereo che mi ha portato direttamente negli Stati Uniti. Cinque settimane di esperienze impagabili. Ho conosciuto bellissime persone, con le quali sono ancora in contatto, ho provato la vita d’oltre oceano, le loro abitudini, ho osservato e saggiato i loro punti di forza. Quante immagini anche da questo periodo, ogni giorno, ogni ora è ricco di ricordi. I sacrifici che ho dovuto mettere in pratica per raggiungere i miei obiettivi, e la soddisfazione di averli visti realizzarsi. La breve vacanza a Miami, le spiagge tropicali, i colori intesi di quelle latitudini. L’impatto col ritorno in Italia, le abitudini consolidate. L’impatto con la dura realtà, la difficoltà nella sua comprensione, ancora oggi non l’ho compresa totalmente, sembro non volermi privare dei ricordi, voler continuare a sognare. Sono stati tre mesi difficili, avari di emozioni positive, da un anno che mi ha donato tantissimo, ci si sarebbe dovuti aspettare, prima o poi, un ritorno negativo. In meno di un mese, mi è stato portato via uno zio, così, dal nulla, senza nessun preavviso, se n’è andato, ha abbandonato le persone che amava, lasciando un vuoto immenso. Ma anche da questa esperienza, traggo del positivo: la speranza, che è poi assoluta convinzione, che la sua perdita non sia definitiva, non sia inutile, ma sia qualcosa di naturale. L’amore proveniente dal suo cuore ora risplende da lassù e, sono convinto, mi abbia fatto comprendere come, la cosa più importante, nella nostra breve esistenza, sia l’amore: in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature, un gesto d’amore è immensamente più semplice e immensamente più prezioso di qualsiasi altro bene materiale o realizzazione personale. Viviamo in una società dov’è difficile capire quanto sia importante il saper amare, il saper regalare un sorriso a qualcuno. Spesso sono i gesti più banali, più semplici, ma più puri che sono in grado di donare tantissimo agli altri. Regalare un aiuto ad una persona in difficoltà, magari anche solo attraverso delle parole, significare regalarle un sorriso, un momento di felicità che non potrà dimenticare, che fisserà nel suo cuore e che gli donerà la forza per andare avanti. Quante volte, il sostegno di un amico, o anche solo il poter vedere una persona cara, porta sollievo, soprattutto nei momenti di debolezza. Ecco, la perdita di mio zio, mi ha fatto comprendere che il vero obiettivo di questa vita, la realizzazione, non è quella di trovare un lavoro importante, comprarsi una super car, costruire una villa hollywoodiana, o quant’altro, bensì è quello di essere in grado di donare gioia e amore agli altri. Sembrano frasi trite e ritrite ma, pensate a quanto potrebbe esser semplice metter in pratica questo obiettivo e a quanto, nello stesso tempo, sia difficile farlo, frenati dai distorti valori figli del nostro tempo. Ho fatto una specie di predicozzo, ma è questo quello che ho imparato, non so se sarò in grado di metterlo in pratica, almeno sono sicuro che ci proverò. L’anno, si è poi concluso, regalandomi la soddisfazione di veder realizzato un mio sogno, che poi era un obiettivo. Il nuovo anno si apre con due certezze positive: il conseguimento della laurea e l’inizio del lavoro. Due eventi, che porteranno ad enormi cambiamenti nella mia vita. Non so cosa mi aspetterà, per questi nuovi 365 giorni, non chiedo nulla in particolare, vorrei poter ricevere qualche bel segno, qualche bella sorpresa, poter realizzare dei sogni, ma come posso chiedere più di quello che ho, fin qui, già avuto. Spero di poter migliorare, di maturare, apprendere … vivere più intensamente. Concludo con un pensiero … se la vita fosse un sogno … potrebbe essere come un libro: un libro di sogni. Se si scorre pagina per pagina, permette di vivere, se si lascia sfogliare dal vento permette di sognare, saltando di pagina in pagina. Nel 2007, ho nettamente sfogliato le pagine del mio libro; auguro a tutti di poterlo fare in questo nuovo anno che sta per iniziare. Lascia un commento   |  Tag: Amore, Bilanci, Ciclismo, Crescita, Dolore, Esperienza, Forza, Futuro, Illusioni, Lavoro, Morte, Natura, Obiettivi, Passato, Presente, Progetti, Sogni, Speranze, Tempo, Tristezza, Usa, Vita | Pubblicato in: Pensieri maggio 12, 2007 Aldilà della passione – pensieri liberi Di Nick Eccomi qua dopo un bel po’ di tempo di inattività scribacchina, causa la primavera. Oggi è la vigilia della terza Granfondo della mia “stagione”, che partirà da Bergamo. Vi chiederete, ma cos’è una Granfondo … beh semplicemente una competizione aperta anche a chi come me, e migliaia di altre persone, hanno fatto della bici la loro passione e non il loro lavoro; discorso che non vale per i primi 300/350 classificati (visti i tempi d’arrivo).  Le granfondo, gioie e dolori di chi fatica sui pedali rappresentano un punto di arrivo, una sfida con se stessi, con gli amici con i compagni d’avventura … Il periodo non è dei migliori, sia fisicamente, per un fastidioso problema al ginocchio, sia psicologicamente. E’ stata una bella giornata e domani probabilmente sarà lo stesso; sono stato fuori ad ascoltare la voce del vento … bellissima!! C’è una leggera brezza che, passando per la piccola boscaglia che affianca casa mia, muove le foglie degli alberi e da’ luogo ad un fantastico effetto naturale. Il ciclismo insegna ad ascoltare queste cose, staccare la spina dalla frenesia della moderna esistenza e accorgersi che attorno a noi ogni giorno, in ogni momento si compie il miracolo della natura. Il mondo è un immenso palco scenico ove la natura senza interruzioni mette in scena un fantastico spettacolo. E’ difficile al giorno d’oggi fermarsi ad ammirarlo, ma penso che sia la cosa più bella che si possa fare: sedersi sotto un albero, in una radura, lungo la riva o sul greto dei fiumi, su un prato di una collina …  e stare ad ascoltare i mille rumori che si susseguono … ogni volta che vado in bicicletta mi rendo conto di quanto ci stiamo perdendo per seguire i ritmi della nostra realtà. Ma si vive una volta sola e perché privarsi di questo bello quanto fantastico spettacolo?!!? Certo, direte voi, non ho parlato direttamente di bicicletta o passione per essa, ma ho parlato comunque di emozioni, che questo magnifico sport insegna a cogliere!! Domani sarà il giorno della gara, si partirà alle 7 di mattina per coprire 165 km di percorso di cui 52 di salite e ci sarà da divertirsi. Le emozioni di una gara non sono le stesse di un allenamento o di un “giro di passione” sono più “dure” meno dolci, si mette alla prova il proprio fisico e per farlo al meglio bisogna conoscerlo alla perfezione e prevederne ogni reazione e il ciclismo insegna anche questo: a scoprire e sfidare i limiti del proprio corpo. Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Colori, Corpo, Fatica, Futuro, Libertà, Limiti, Natura, Passione, Pensieri, Speranza, Vento, Voci | Pubblicato in: Pensieri marzo 24, 2007 A lezione di amicizia Di Nick Quanto può uno sport come il ciclismo, a prima vista sport individuale, essere oltre che una “palestra” per il fisico anche una “palestra” di vita? Finchè non conosci chi lo pratica, non potrai mai capirlo, certo .. guai a generalizzare, ovunque ci son mele marce ma una disciplina del genere, il suo stesso DNA, riesce a tenerle alla larga. Vi chiederete, miei 4 lettori (facendo il “verso” ad un grande della nostra letteratura), per quale motivo vi scriva questo. Beh .. è nella natura del ciclista essere particolare: chiunque sano di mente, non si sveglierebbe la mattina del sabato, dopo esser tornato a casa da lavoro alle 11 di sera e dopo una settimana di lavoro, alle 6 per fare oltre 180 km col vento freddo con la pioggia o magari anche la neve e affrontando spesso e volentieri micidiali salite, ma un ciclista non è solo questo, non lo fa solo per “farsi del male” la maggior parte lo fa per trovarsi con i compagni di mille avventure con i quali da anni condivide una passione fuori dai canonici schemi e difficilmente spiegabile ai profani. Questa mattina sono stato partecipe di una vera e propria lezione di amicizia che, inserita in un contesto quale quello odierno caratterizzato dall’egoismo allo stato puro ove la cosa più importante è sempre  e comunque la massimizzazione della propria funzione di utilità (detta alla maniera degli economisti) dove per raggiungere i propri scopi si calpesta ogni forma di valore, dove si sopportano sempre meno i sacrifici e i bisogni degli altri dove si rifiuta il confronto, appunto in uno scenario come questo ogni atto di amicizia risalta e “lucida” gli occhi. Lo ammetto questa mattina ho sentito un fremito, io che mi inserisco nel contesto che ho sopra descritto e spesso me ne rendo conto ma faccio poco o nulla per migliorare, mi sono sentito spettatore di un gesto che solo uno sport come il ciclismo fra i più faticosi in assoluto può regalare. Lo so descrivere a parole questo gesto non fa altro che sminuirlo e non riesce a renderne la profondità, l’importanza. Un compagno che, perchè affaticato, non se la sente di tenere lo stesso passo del gruppo, un’altro compagno che decide di stare con lui e l’altra parte del gruppo che senza pensarci troppo mette da parte i propri obiettivi (tornare a casa ad una certa ora per degli impegni ma fare comunque un percorso impegnativo) e quindi ridimensiona il tragitto pur di accompagnare un proprio compagno e questo senza farglielo pesare, se non in maniera scherzosa. Questo secondo me è un gesto che vale moltissimo e aiuta a far pensare. Un gesto che può trovare mille corrispondenze nella vita di tutti i giorni e più pensi a questo più ti chiedi… riusciresti a comportanti così anche in altre situazioni?! Valori un tempo comuni ora calpestati dall’arrivismo rivivono in uno sport come il ciclismo. Lascia un commento   |  Tag: Amicizia, Ciclismo, Crescita, Cuore, Emozione, Natura, Passione, Pensieri, Vita | Pubblicato in: Amicizie, Emozioni marzo 19, 2007 Alla soglia dei 24: tra realtà e passione Di Nick Mi trovo qui a scrivere a circa tre ore dal compimento del mio 24esimo compleanno… beh.. sarà strano ma a me il compleanno non è mai piaciuto più di tanto. Ok finchè abbiamo questa età non è un problema il fatto è che questa particolare giornata ti rammenta di quanto il tempo passi velocemente e quanto tu sia inerme nei suoi confronti. Per carità non voglio addentrarmi in discorsi filosofici, che non riuscirei a sostenere, certo è che ogni volta ci penso a questo tic tac continuo che scandisce la nostra esistenza. L’importante sarebbe sfruttare nel migliore dei modi il nostro “spazio” e … perchè no?! anche dedicarlo ad una passione penso sia importante anzi.. forse più di tante altre cose! L’ultima volta vi avevo accennato alla discesa e quanto possa essere sinonimo di libertà quanto di follia, oggi vi parlerò della salita. Ultimamente le mie uscite si son veramente ridotte, causa gli impegni, ma conto nel loro boom per il prossimo mese. Ieri mattina mi son alzato di buon’ora per sfruttare al meglio una delle ultime giornate di sole, viste le ultime previsioni. Il mio obiettivo era uno solo misurarmi con una vera salita. La salita per il ciclista, almeno in generale perchè c’è chi nn la sopporta, dovrebbe essere un must. Un ciclista che non faccia salite non è un vero ciclista, il bello di questo sport è il potersi misurare con una strada che si impenna e sale sale sale… Vi chiederete, e , credetemi, spesso ce lo chiediamo anche noi, ma perchè farsi “male”?! .. bah.. non c’è una vera risposta bisogna provarla per capire le emozioni che può trasmettere. La salita in fondo rappresenta la vera e propria metafora della vita che il ciclismo in generale riporta: non ci si può girare, la si deve affrontare a testa alta, con i propri tempi ma la si deve conquistare. E’ metafora della vita perchè rappresenta le difficolta che ogni giorno ognuno di noi si ritrova ad affrontare, ed ogni giorno si devono oltrepassare … magari certe volte “mettendo giù il piede” ma subito dopo rimontando in sella per continuare la scalata. “Mettere giù il piede” per un ciclista equivale alla massima umiliazione ma certe volte più che una necessità può risultare un’esigenza per nn cadere . Il ciclismo ti insegna a non mollare, in salita, come nella vita, anche quando non ce la fai più quando tutto sembra andare male, si deve stringere i denti e pensare che prima o poi finirà. Lo sò sembran cose trite e ritrite, quasi dei luoghi  comuni, ma più te ne rendi conto più te ne convinci e non fa mai male ricordarselo. Il sole ancora pallido che fa capolino dietro le cime e che riscalda l’aria ancora frizzantina delle prime ore del giorno, illumina con la sua luce le rocce che ti sovrastano mentre, nella tua solitudine, osservi la strada arrampicarsi su per la montagna avvolgendone i fianchi, apparendo e scomparendo qua e là seguendone  la forma. Ti senti piccolo ma nello stesso tempo un brivido ti pervade perchè anche te fai parte di questa realtà, di questo quadro e ascolti il tuo respiro che si fa sempre più affannato, il tuo battito sempre più veloce, il silenzio che ti avvolge, il vento che muove le chiome degli alberi che ti circondano, il ripetitvo frusciare della catena sui pignoni, la ruota che lentamente guadagna sempre più metri davanti a sè … tutto questo può essere una salita, il calore del sole che si alza e ti riscalda le braccia, il vociare degli uccelli che  trascorrono accanto a te questo tempo che diventa attimo e si perde nel passato. Ogni salita è diversa e l’emozione che regala è unica. Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Esperienza, Età, Futuro, Libertà, Natura, Passato, Passione, Realtà, Salita, Speranza, Tempo | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri marzo 4, 2007 Libertà è passione? Di Nick Ogni giorno mi chiedo come posso aggiornare questo blog in maniera da non cadere nel banale… è un blog che ha uno scopo ben lungi dal raccontare la mia vita, bensì ha un obiettivo molto difficile ovvero quello di descrivere delle emozioni derivanti da una passione. Una passione che in questo periodo risente delle vicissitudini universitarie che sempre più mi opprimono. Pare strano ma anche passare un esame può risultare provante quasi più di non passarlo, soprattutto perché dopo 5 anni che ti fai il mazzo, ti sacrifichi e ti concentri sull’obiettivo finale, arriva una professoressa che dall’alto della sua esperienza di cattedra ti assegna un voto alto facendoti capire che secondo lei hai studiato in meno di una settimana e non hai capito nulla; ebbene, di non essere una cima, ne sono ben certo ma da qua a dire che non do la giusta importanza ai miei impegni universitari, scusatemi, ma ne passa: nello specifico era un mese e più che studiavo questo esame. Chiudendo questa parentesi, dico soltanto che nella vita si devono accettare molte cose che non si digeriscono ma si deve essere capaci di reagire e si deve sempre e comunque conservare il proprio orgoglio: ebbene per me accettare un voto del genere, seppur alto, sarebbe equivalso ad accettare le offese che secondo me lo accompagnavano. Questo breve spaccato dalla mia noiosa vita serve per sottolineare quanto mi serva qualcosa che mi regali emozione allo stato puro e, l’andare in bicicletta altro non fa che donare libertà. Si la libertà, spesso chi la possiede non si accorge di quanto possa essere meravigliosa e solo quando la si perde ce ne accorgiamo; ma spesso noi che crediamo di essere liberi non lo siamo mai veramente, gli impegni, il tic tac dell’orologio, i nostri doveri … ce ne privano i piaceri e allora la metafora della vera libertà la si può provare solo attraverso le nostre passioni. Un pianista quando suona il pianoforte col cuore è libero, ognuno di noi lo è quando la cosa che fa gli trasmette gioia e non si presenta come un limite; nel mio caso lo studio è sempre meno un piacere, una passione, in quanto il riconoscimento dei propri sforzi  in una società, quale quella in cui viviamo, è sempre più legato ad aspetti che hanno sempre meno a che fare con la correttezza e l’impegno, sempre più chi viene premiato è colui che si presenta come il più furbo, non a caso si dice che il mondo sia fatto per i furbi. Anche nel ciclismo non si premia più l’impegno il sacrificio, come un tempo, a imporsi sono sempre più coloro che giocano sporco e allora verrebbe anche a te di farlo ma poi ci pensi e ti rendi conto che , forse, chi si comporta così senza rendersene conto è proprio lui che perde la libertà. La libertà ….  Concetto stupendo ….  Nel ciclismo libertà può associarsi a discesa: la discesa regala adrenalina, spacca le regole, in discesa dipende solo da te se vuoi arrivare al limite o tenertene a distanza. In discesa gli sforzi sembrano esser minori così invece non è .. l’attenzione dev’essere doppia e andare oltre i propri limiti potrebbe costare caro … ma solo questo momento regala, a chi ne è appassionato, la vera libertà …. L’aria che ti travolge, il paesaggio introno a te che si muove sempre più velocemente, la strada che scende tortuosa e gli occhi che devono sempre stare attenti ad ogni piccolo particolare. Può regalare forti emozioni come forti dolori e come tale è metafora di libertà.   Alla prossima. Lascia un commento   |  Tag: Amicizia, Ciclismo, Discesa, Emozioni, Futuro, Libertà, Natura, Passione, Speranza | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri gennaio 2, 2007 Bilanci e preventivi: 2006 e 2007 Di Nick Da tempo ormai non aggiorno il blog e me ne rammarico, poiché la volontà di riassaporare le avventure di questa stagione appena passata è tanta.E’ finito un altro anno, ne è iniziato subito uno nuovo. L’anno dei miei 24 compleanni (ci si potesse fermare qua…J ), del rush finale per la mia benedetta laurea, del 90esimo giro d’Italia che passerà in zone a me care, del mio esordio in una squadra ciclistica di un certo livello….. E’ tempo di bilanci, per l’anno appena conclusosi e di preventivi per quello che è appena iniziato… Il 2006, concentrandomi sulla mia passione, è stato un’anno di svolta, un anno durante il quale ho partecipato a competizioni mitiche, ho percorso strade, scollinato passi che han fatto e faranno la storia del ciclismo. Emozioni che difficilmente si possono trasmettere, e che io, mosso da quella illusoria fantasia che pervade i fanciulli, cerco in questo spazio di tradurre in lettere, parole, frasi, pensieri. Ho iniziato la stagione con una bicicletta nuova fiammante, giocattolo stupendo per chi l’ama. La fortuna e il caso ha voluto che mi potessi allenare con una persona che mi ha aiutato a capire cosa voglia dire fare fatica sui pedali, stringere i denti in salita, voler finire a tutti i costi la salita…. Ho partecipato, subito dopo il passaggio della carovana rosa, ad una meravigliosa tappa nelle mitiche dolomiti venete: Colle di Santa Lucia, Forcella Staulanza, Passo San Pellegrino, Passo Fedaia (Marmolada) e Digonera. Bellissime le uscite al sabato alla scoperta di nuove vette non troppo lontane da dove abito. La soddisfazione di arrivare ottavo (su 93) in una cronoscalata del mitico San Pellegrino per giunta, ed essere premiato con un bacio della miss. Ricordo il giro delle dolomiti con lo Stelvio, il passo delle Erbe, la Marmolada, Gardena…. La caduta a Verona sotto un diluvio e la stanchezza del finale di stagione. Archivio il 2006 ciclistico con un anno stupendo e ricco di ricordi da portarsi nel cuore e rivivere nei propri pensieri. Apro un 2007 ricco di aspettative, dalla nuova squadra alle numerose granfondo all’impegno per l’allenamento da far coincidere con il massimo impegno per quello che è il mio vero obiettivo dell’anno ovvero la mia laurea. Speriamo sia un anno che mi regali gioe e soddisfazioni abbinate al giusto sacrificio.   Un augurio speciale per la nuova stagione a tutti quelli che hanno questo sport, questa passione nel cuore, perché possano custodirla e svilupparla nel tempo regalandosi e regalando a coloro che pedalano al loro fianco momenti da ricordare. Non ultimo un pensiero a coloro che questo sport, questa avventura non se la possono permettere, o perché le loro priorità sono ben altre o perché impossibilitati fisicamente per i più svariati motivi. Un augurio anche a tutti coloro che soffrono e che non vedono via d’uscita, lo sport e la vita in generale devono aiutare a sperare, la speranza deve sempre vivere nei nostri cuori. Un buon 2007 a tutti!!! Lascia un commento   |  Tag: Augurio, Bilancio, Ciclismo, Gioia, Lavoro, Natura, Passato, Passione, Ricordi, Speranza | Pubblicato in: Pensieri novembre 11, 2006 Ricordi di una stagione Di Nick Molti sono i ricordi della stagione appena conclusasi, 2006, mi riaffiorano di continuo dalle pagine della memoria e ognuno di essi mi ricorda un’emozione, un’immagine, un piccolo momento in sella alla mia bici. Oggi mi è tornato in mente il momento per me più bello di tutto l’anno, uno dei momenti più belli per un ciclista, la scalata del Passo dello Stelvio (2757 mslm). Appena riuscirò a capire come inserie le immagini, le pubblicherò. LO STELVIO 1° agosto 2006: Giornata piovosa. Era una tappa del Giro delle Dolomiti. Arrivati a Prato allo Stelvio, pioveva a dirotto e il freddo si faceva sentire. Causa condizioni climatiche gli organizzatori hanno deciso di limitare la tappa alla cronoscalata del Passo. Prima di iniziare svuoto una borraccia per alleggerire il peso, tanto con la pioggia pericolo di disidratazione non ce n’è, inoltre lungo la salita sono posti 2 ristori idrici volanti. S’inizia: la strada è bella larga e asfaltata, gente che tossisce, l’intensità della pioggia và scemando, silenzio nessuno più parla, solo il bip del passaggio sul rilevamento cronometrato. S’inizia subito a salire 6-7%, si passa una galleria, le macchine senso opposto si fermano e osservano la lunga scia di ciclisti che si sgrana lungo la strada, l’andatura è sostenuta. Si arriva all’ultimo paese prima dell’inizio del vero e proprio passo: la gente incita e applaude al passaggio della “carovana”. Nella mente è ancora impressa la svolta a destra, subito dopo al centro abitato: lì inizia lo Stelvio. 49 tornanti e 27Km di salita continua, dopo i primi 10-12 si può già vedere il passo, che domina la valle, e i suoi infiniti tornanti che si inerpicano lungo la montagna. CHE MERAVIGLIA!! Ho avuto la pelle d’oca, anche se il passo era coperto dalle nuvole. La pioggia smette di cadere, si fa sentire il tipico calore che sale dall’asfalto. Ci si levano i manicotti, si beve e si mangia qualcosina (miele). La strada inizia a salire e a mordere le gambe, ma permette cmq di trovare il ritmo (11-12 km/h). Trovo un compagno di scalata e mi piazzo a ruota cercando di non perderla mai. Più vai avanti più ti rendi conto che anche se non vi sono pendenze terribili, la lunghezza della salita è assurda, interminabile, ma la voglia dell’impresa è tanta e dà una forza in più, a 3 km dalla fine sembra che siano troppi, sembra che non debbano finire mai. Ultimo tornante a sinistra e poi ultima rampa verso il passo, la gente attorno che incita e applaude, i pensieri che ti hanno fatto compagnia per 27km sfumano, ti alzi sui pedali, dai tutto, vai oltre quello che ti rimane….il passo è tuo!! Il secondo passo carrozzabile più alto d’Europa, il più alto d’Italia. Una volta fermo ti accorgi che sei ridotto ad uno straccio, sudato fradicio devi coprirti al più presto ma quello che più t’interessa è che l’hai conquistato: hai domato lo STELVIO o STILFER JOCH!! Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Fatica, Forza, Natura, Passione, Pioggia, Respiro, Ricordi, Salita, Soddisfazione, Sudore | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri novembre 11, 2006 La battaglia più dura Di Nick Entro in un argomento terribile ma che dimostra, facendo riflettere, quanto questo sport possa risultare metafora della vita e quanto possa rappresentare la forza attraverso la quale provare a combattere per quella che è una battaglia molto seria e dura, quella per la vita; per sconfiggere un male, il cancro, che difficilmente lascia speranze ma che fa riscoprire la voglia di lottare. Qui di seguito riporto la storia vera di un ragazzo, trentenne, malato di tumore che ha spedito questa lettera alle pagine di CT (cicloturismo) di novembre 2006. UNA ROUBAIX PER LA BATTAGLIA PIU’ DIFFICILE “Strano e terribile, il destino, quando ti prende per i capelli, ti sbatte contro un muro ma ti apre anche orrizzonti nuovi. E’ la stori di un ragazzo che ama correre in bici e gareggiare. Ma tutto cambia nel novembre del 2002 quando scopre di essere malato di tumore. E’ un lungo tunnel di dolore e paura, con il grande conforto della bici che l’aiuta a reagire.” “Non mi arrendo e mi rimetto in sella. Con un sogno. Allenarmi per le classiche del nord per amatori. Nel 2005 preparo il Giro delle Fiandre (…) . Nonostante una brutta caduta, taglio il traguardo. Poi arrivano le medio fondo e una nuova battaglia con la malattia. Ma la bici è la mia cura migliore…” “Così accarezzaa un altro sogno la Roubaix. Finite le chemio a metà maggio si butta a ìnima e corpo in 2 settimane di intensive training (1000 Km i 15 gg). “Il solo pensiero di realizzare questo sogno, fare la roubaix pedalare sul pavè, mi fa volare e quasi non sentire la faticca da chemio”. “Ore 8 partenza: passa la foresta di Arenberg, il tratto Duclos-Lassale, il pavè de la Justice, il Carrefour de l’Ambre e il Gruson. Dopo 120 km, 3h 59′ 48′’, entra nel velodromo di Roubaix: senza forare senza cadute e senza aver mai messo il piede a terra (…)”. “La bici continuerà a essere la mia vita, la spinta avincere l’unica vera gara… quella contro il cancro, quella per la vita. Ecco la mia storia. La storia di D. T., di Milano, 39 anni, ciclista”. Tratto da Ct, n.°11 di novembre 2006 Lascia un commento   |  Tag: Cancro, Ciclismo, Dolore, Emozioni, Forza, Morte, Natura, Pensieri, Sfida, Speranza, Vita, Vittoria, Volontà | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri ottobre 31, 2006 Attimi Di Nick ROUTINE GRATIFICANTE Vorrei raccontarvi di chissà quali imprese, avventure, ma proprio questa mattina ho provato qualcosa che solo questa passione t può “donare”. E’ il 31 ottobre ma fa ancora caldo, la tuta è mezzo e mezzo. Oggi è banale, son le solite strade, le solite salite fatte e rifatte ma pur sempre fascinose avvolte dal silenzio del mattino e fresche di rugiada. Nessun incontro particolare tutto regolare, uno degli ultimi giri sui colli per quest’anno. Di ritorno, però, si capisce perché ne vale la pena, oltre che per il paesaggio mattutino tipico dell’autunno oltre che per il silenzio dei colli… sulla strada del ritorno a meno di 3 km da casa, un’emozione che solo chi condivide questa passione può comprendere, il saluto di un bimbo, la sua manina che fa “ciao ciao”, il suo sorriso, come si fa a non essere felici?. Mi ritengo fortunato, questa è un’emozione che penetra più di ogni altro paesaggio, clima, salita….penetra nell’anima e lascia il segno. ..e perché no?!…poco più avanti un ragazzo di colore ti saluta: “ciao amigo” e te ricambi: GRAZIE! Grazie grazie….non finirei mai di ringraziare per tutto ciò….che bella la vita!! Lascia un commento   |  Tag: Attimi, Ciclismo, Parole, Pensieri | Pubblicato in: Pensieri Articoli recenti La direzione dei sogni Penombra (7 Giugno 2013) … dal silenzio alla nebbia Un incontro … un saluto Cerca nel blog E' proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. [Paulo Coelho (1947 - vivente) (...) Innamorarsi di un sogno..è bellissimo!Pur se sai: che è un’andata senza ritorno; che è come amare senza essere amato; che è come un salto nel vuoto..quando entra nei tuoi pensieri, ti toglie il respiro, per un attimo (...) Links … an American living in Italy … Cyclingpassion InjoyVance LaVoce Life Struggle NewsFromAaarhus Noise From Amerika Radio Cà Foscari Unieconomia Vongole & Merluzzi Post più letti La direzione dei sogni Penombra (7 Giugno 2013) ... dal silenzio alla nebbia Un incontro ... un saluto ... per regalo notte d'inverno al tramonto ... the pursuit ... Istantanee d'autunno Nuvola di paroleAddio Amicizia Amore Anticonformismo Ascoltare Aspettative Attimi Augurio autunno Battito Bilanci Buio Cambiamento Ciclismo Città Colori Conformismo Confronti Crescita Cuore Dolore Emozione Emozioni Equilibrio Esperienza Eternità Fatica Felicità Forza Futuro Giudizi Godere Illusioni Immagini Incontri Lavoro Libertà Mancanza Memoria Morte Natura Nostalgia Obiettivi Parole Passato Passione Pensieri Pianto Presente Realtà Ricchezza Ricordi Ricordo Salita Saluto Scelte Sensazioni Sfogo Sguardi Sguardo Silenzio Sogni Sogno Solitudine Solo Sorrisi Sorriso Speranza Speranze Tempo Tristezza Usa Vita Vivere VolontàArchivi agosto 2013 novembre 2012 giugno 2012 aprile 2012 febbraio 2012 aprile 2011 gennaio 2011 dicembre 2010 novembre 2010 ottobre 2010 settembre 2010 febbraio 2010 ottobre 2009 aprile 2009 dicembre 2008 settembre 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 maggio 2007 marzo 2007 gennaio 2007 novembre 2006 ottobre 2006 Commenti recenti sentimental su Un incontro …Nick su Libertà …lordbad su Libertà …Nick su La misura della ricchezza: il…fishcanfly su La misura della ricchezza: il… Blog Stats 13.270 hits Admin Registrati Accedi Flusso di pubblicazione Feed dei commenti WordPress.com Iscriviti tramite RSS Blog su WordPress.com. 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HomeMotivazioni Poetando … … se la vita fosse un sogno … Archivi tag: Natura novembre 28, 2010 Istantanee d’autunno Di Nick Il fragore della pioggia che cade senza sosta a creare un sottofondo. Un vetro appannato che sbiadisce l’immagine di un cornicione rivestito di un cielo uniforme color panna. Un fringuello si posa sul cornicione. Fissa verso l’orizzonte, come a voler contemplare quel paesaggio di tetti che gli si apre di fronte. Si volta e se ne vola via. Vicoli stretti, ciotolato, case una a fianco all’altra, ognuna con la propria storia, colorate di un seppia sfumato. Un silenzio profondo, rotto a tratti dal rumore dei camioncini della spazzatura che  s’impadroniscono della città. Lenta si sveglia, pigra, ricoperta da un velo di rugiada e da una piogerellina impercettibile che si confonde nel grigio del cielo. S’erge a mo’ di faro e sembra non avere un inizio, soffocato dal grigio. Si staglia su di un cielo plumbeo. Un campanile, unico riferimento in un paesaggio reso spettrale dall’autunno. Il suo suono rimbomba tetro a ricordare che il tempo non s’è fermato, non è stato inghiottito dal grigio. Lascia un commento   |  Tag: Attimi, autunno, Emozioni, Immagini, Natura, Pensieri, Sguardi, Silenzio | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri novembre 2, 2010 “Ba ba ba bambolina …” Di Nick “ba-ba-ba bambolina”   … non siamo venuti al mondo per mangiare, bere, guidare, lavorare, accumulare ricchezza, dormire, parlare … ma perchè dentro ognuno di noi brucia la fiamma di una passione che dobbiamo alimentare …   “ba-ba fammi giocare”   … mi alzo sui pedali, inclino la bici, spingo, alzo lo sguardo e assisto al momento in cui una giovane coppia si abbraccia e si bacia, sullo sfondo un paesaggio autunnale. Non ho mai nè ricevuto, nè profuso, un bacio in quel luogo eppure, quella sensazione calda e dolce mi è arrivata come se l’avessi vissuta io stesso …   “ba-ba-ba-ba regalami un po’ di calore”   … luci rade, soffuse, silenzio, in lontananza un riflesso nell’oscurità: il mare. Il silenzio muore lentamente, giovani osservano una partita di bocce di qualche anziano. Torna il silenzio. Il borgo sembra voglia soffocarti, si restringono le vie, le case si sfiorano. Torna il vociare, bambini si rincorrono, un cagnolino li segue festoso … immagini che sembrano provenire dal passato ma che ancora sopravvivono in qualche angolo di questa bislacca penisola …   “ba-ba-ba bambolina”   … l’intervista, in bianco e nero, ad un meridionale che cerca lavoro in una grigia Milano degli anni sessanta. Nello sguardo lafierezza, nelle parole la fiducia nel futuro. Ha lasciato una famiglia al suo paese, ha dovuto fare mille sacrifici per un lavoro che ancora non gli permette di poter tornare a testa alta, ma questo non lo scoraggia, non gli fà perdere la speranza. Un paragone col presente tra un’Italia umile e ricca di speranza e un’Italia strafottente che vive del passato e che non si bada del suo futuro …   “ba-ba la’ fuori e’ dura”   … il brivido che ti pervade nel solo leggere la prefazione di un libro pregustandone la lettura. Da piccoli se ne subisce il fascino, crescendo se ne adora la magia. Grappoli di parole, fasci di paragrafi che, tutt’insieme affrescano dei paesaggi, delle situazioni, dei pensieri. Come su un palcoscenico la cui scena si modelli di continuo senza pause, senza punti morti, senza limiti di continuità …   “ba-ba-ba-ba posso stare qui?”   … chiazze di colore, microscopici pixel, che colorano … luci, immagini, suoni, risa, brividi, sudore, gioia … in un loop infinito.   Lascia un commento   |  Tag: Baci, Ciclismo, Colori, Emozioni, Futuro, Immagini, Italia, Musica, Natura, Parole, Passato, Pensieri, Sguardi, Silenzio, Vita | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri aprile 6, 2009 Attimi – sfumature della vita Di Nick Chiudo gli occhi; immagino. seduto su di una roccia ad ammirare lo spazio che mi circonda. Ogni attimo di vita, miliardi di cose, il sole sorge, tramonta, le nubi si muovono, la pioggia cade, la gente nasce, ama, si commuove, invecchia, ride, piange, muore, soffre, il vento soffia, la terra respira … tutto questo in un attimo… in un battito d’ali, in uno schiocco delle dita, in un bacio, in uno sguardo, in una stretta di mano. Siedo, sulla roccia, provando a cogliere le sfumature della vita. Il quadro lo ammiri quand’è già terminato … ma quanto sarebbe bello vederlo mentre il pittore lo stende sulla tela; così oltre che cogliere la vita con i suoi momenti da ricordare, provo a coglierne gli attimi che ne sono protagonisti. Come le formiche, gli attimi, costruiscono, incessantemente, quello che i nostri occhi, il nostro cervello e il nostro cuore interpretano e mutano in sensazioni, emozioni: stupore, meraviglia, disperazione, gioia, dolore, amore, dolcezza, tristezza … Così, mi esercito all’impossibile: cogliere le sfumature della vita, quelle che precedono uno sguardo, quelle che precedono un bacio, una lacrima, un rossore, un palpito, un fiato di vento … quelle che alimentano ciò che ci circonda. Ora richiudo gli occhi. Il vento mi pizzica il viso, osservo la luce del tramonto, ne sento il calore sulla pelle … penso … osservo … immagino … sogno … sorrido … è una sfumatura … 1 Commento   |  Tag: Attimi, Calore, Emozioni, Immagini, Libertà, Natura, Pensieri, Sfumature, Sogno, Sorriso, Stupore, Tristezza, Vita | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri, Sogni gennaio 2, 2008 L’inizio di una nuova pagina … Di Nick E’ come il primo giorno delle superiori, ti ritrovi catapultato in una realtà che non è la tua da un momento all’altro, spaesato, fragile; così è un po’ il primo giorno dell’anno, termini, idealmente, quello che stavi facendo prima e, seguendone il filo conduttore t’immagini di ricominciare da capo: promesse, buoni propositi, obiettivi, sogni, speranze tutto da rinnovare, tutto da aggiornare dopo trecentosessantacinque giorni di esperienze che hanno inevitabilmente inciso nella propria vita. Ho scritto e riscritto questo testo, volevo provare a racchiudere un anno in poche parole ma mi sono reso conto dell’impossibilità di tale proposito. Avrei voluto descrivere tutte le immagini di questo 2007, le immagini che mi ritornano continuamente in mente, tutte legate a qualcosa che mi ha colpito nel profondo, mi ha emozionato. Ho paura di perderle, ho paura di dimenticarle, lasciarle spegnere lentamente. Ormai è il secondo “bilancio” che sforno, dopo quello del 2006. A differenza del precedente, quello del 2007, è molto più arduo da stilare: è stato un anno semplicemente fantastico, per questo mi risulta impossibile riassumerlo in poche righe. Dall’inizio alla fine, come un thriller o un film d’azione, è stato ricco di colpi di scena soddisfazioni immense ma anche immense delusioni. E’ iniziato con una bella ed inaspettata sorpresa, un simpatico augurio da una persona particolare. Poi è stata, Parigi, pochi giorni ma impressi nella mente. Il mio compleanno passato a studiare per un esame, il giorno successivo il regalo, che mi son fatto, di passare a pieni voti quell’esame. Poi è la volta del 2007 sportivo, diversi allenamenti, dopo una parte in palestra arriva la stagione vera e propria e inizia con una squadra nuova di zecca e il proposito di conquistare il titolo di “prestigioso 2007”. Ha inizio così un percorso di gare, durato 4 mesi e 8 competizioni. Non le considero solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto dal punto di vista umano, ho potuto conoscere nuove persone, ascoltare esperienze nuove, approfondire una passione che non è solo la mia, ma che lega migliaia di persone e le porta a compiere cose che altre non possono capire. In fondo il legame che accomuna un po’ tutti gli innamorati del ciclismo è quello della natura, della sua bellezza della scoperta delle sue meraviglie oltre che quella voglia di conoscersi meglio in termini di limiti, resistenza agli sforzi, tutte esigenze, domande a cui solo il ciclismo può cercare di dare una risposta. Dal freddo di Cervia al caldo torrido di Treviso, passando per delle strade mitiche del ciclismo italiano: i colli bolognesi, le alpi bergamasche, le dolomiti venete e i loro passi storici oltre ai mitici Gavia, Mortirolo e S. Cristina, i cui nomi incutono revenziale timore a chi ne conosce i caratteri dominanti. Questi quattro mesi sono coincisi con la conoscenza di una persona che per me è diventata importante una persona che, senza rendersene conto s’è inserita in un momento della mia vita, particolarmente difficile. E’ stata come una spruzzata di colore su un asfalto grigio e polveroso. Una cascata di freschezza e gioia, che ha risvegliato in me, bellissime sensazioni. Ad essa son legati ricordi, sogni, momenti, magari piccoli, apparentemente insignificanti, ma intensi, veri, puri, profondi, che mi hanno colpito al cuore. Belle immagini, impossibili da enumerare, da riordinare, da descrivere, obbligatorie da stampare nella propria mente, perché da li non si perdano mai. Sono stati, oltre tutto, i quattro mesi che hanno preceduto la mia partenza per gli Usa. Era sempre stato il mio sogno, quello di poter studiare, un giorno, all’estero, di poter assaggiare la vita universitaria dei college americani. Ho potuto realizzare anche questo sogno, in questo fantastico 2007. Il 20 luglio 2007, ho preso un aereo che mi ha portato direttamente negli Stati Uniti. Cinque settimane di esperienze impagabili. Ho conosciuto bellissime persone, con le quali sono ancora in contatto, ho provato la vita d’oltre oceano, le loro abitudini, ho osservato e saggiato i loro punti di forza. Quante immagini anche da questo periodo, ogni giorno, ogni ora è ricco di ricordi. I sacrifici che ho dovuto mettere in pratica per raggiungere i miei obiettivi, e la soddisfazione di averli visti realizzarsi. La breve vacanza a Miami, le spiagge tropicali, i colori intesi di quelle latitudini. L’impatto col ritorno in Italia, le abitudini consolidate. L’impatto con la dura realtà, la difficoltà nella sua comprensione, ancora oggi non l’ho compresa totalmente, sembro non volermi privare dei ricordi, voler continuare a sognare. Sono stati tre mesi difficili, avari di emozioni positive, da un anno che mi ha donato tantissimo, ci si sarebbe dovuti aspettare, prima o poi, un ritorno negativo. In meno di un mese, mi è stato portato via uno zio, così, dal nulla, senza nessun preavviso, se n’è andato, ha abbandonato le persone che amava, lasciando un vuoto immenso. Ma anche da questa esperienza, traggo del positivo: la speranza, che è poi assoluta convinzione, che la sua perdita non sia definitiva, non sia inutile, ma sia qualcosa di naturale. L’amore proveniente dal suo cuore ora risplende da lassù e, sono convinto, mi abbia fatto comprendere come, la cosa più importante, nella nostra breve esistenza, sia l’amore: in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature, un gesto d’amore è immensamente più semplice e immensamente più prezioso di qualsiasi altro bene materiale o realizzazione personale. Viviamo in una società dov’è difficile capire quanto sia importante il saper amare, il saper regalare un sorriso a qualcuno. Spesso sono i gesti più banali, più semplici, ma più puri che sono in grado di donare tantissimo agli altri. Regalare un aiuto ad una persona in difficoltà, magari anche solo attraverso delle parole, significare regalarle un sorriso, un momento di felicità che non potrà dimenticare, che fisserà nel suo cuore e che gli donerà la forza per andare avanti. Quante volte, il sostegno di un amico, o anche solo il poter vedere una persona cara, porta sollievo, soprattutto nei momenti di debolezza. Ecco, la perdita di mio zio, mi ha fatto comprendere che il vero obiettivo di questa vita, la realizzazione, non è quella di trovare un lavoro importante, comprarsi una super car, costruire una villa hollywoodiana, o quant’altro, bensì è quello di essere in grado di donare gioia e amore agli altri. Sembrano frasi trite e ritrite ma, pensate a quanto potrebbe esser semplice metter in pratica questo obiettivo e a quanto, nello stesso tempo, sia difficile farlo, frenati dai distorti valori figli del nostro tempo. Ho fatto una specie di predicozzo, ma è questo quello che ho imparato, non so se sarò in grado di metterlo in pratica, almeno sono sicuro che ci proverò. L’anno, si è poi concluso, regalandomi la soddisfazione di veder realizzato un mio sogno, che poi era un obiettivo. Il nuovo anno si apre con due certezze positive: il conseguimento della laurea e l’inizio del lavoro. Due eventi, che porteranno ad enormi cambiamenti nella mia vita. Non so cosa mi aspetterà, per questi nuovi 365 giorni, non chiedo nulla in particolare, vorrei poter ricevere qualche bel segno, qualche bella sorpresa, poter realizzare dei sogni, ma come posso chiedere più di quello che ho, fin qui, già avuto. Spero di poter migliorare, di maturare, apprendere … vivere più intensamente. Concludo con un pensiero … se la vita fosse un sogno … potrebbe essere come un libro: un libro di sogni. Se si scorre pagina per pagina, permette di vivere, se si lascia sfogliare dal vento permette di sognare, saltando di pagina in pagina. Nel 2007, ho nettamente sfogliato le pagine del mio libro; auguro a tutti di poterlo fare in questo nuovo anno che sta per iniziare. Lascia un commento   |  Tag: Amore, Bilanci, Ciclismo, Crescita, Dolore, Esperienza, Forza, Futuro, Illusioni, Lavoro, Morte, Natura, Obiettivi, Passato, Presente, Progetti, Sogni, Speranze, Tempo, Tristezza, Usa, Vita | Pubblicato in: Pensieri maggio 12, 2007 Aldilà della passione – pensieri liberi Di Nick Eccomi qua dopo un bel po’ di tempo di inattività scribacchina, causa la primavera. Oggi è la vigilia della terza Granfondo della mia “stagione”, che partirà da Bergamo. Vi chiederete, ma cos’è una Granfondo … beh semplicemente una competizione aperta anche a chi come me, e migliaia di altre persone, hanno fatto della bici la loro passione e non il loro lavoro; discorso che non vale per i primi 300/350 classificati (visti i tempi d’arrivo).  Le granfondo, gioie e dolori di chi fatica sui pedali rappresentano un punto di arrivo, una sfida con se stessi, con gli amici con i compagni d’avventura … Il periodo non è dei migliori, sia fisicamente, per un fastidioso problema al ginocchio, sia psicologicamente. E’ stata una bella giornata e domani probabilmente sarà lo stesso; sono stato fuori ad ascoltare la voce del vento … bellissima!! C’è una leggera brezza che, passando per la piccola boscaglia che affianca casa mia, muove le foglie degli alberi e da’ luogo ad un fantastico effetto naturale. Il ciclismo insegna ad ascoltare queste cose, staccare la spina dalla frenesia della moderna esistenza e accorgersi che attorno a noi ogni giorno, in ogni momento si compie il miracolo della natura. Il mondo è un immenso palco scenico ove la natura senza interruzioni mette in scena un fantastico spettacolo. E’ difficile al giorno d’oggi fermarsi ad ammirarlo, ma penso che sia la cosa più bella che si possa fare: sedersi sotto un albero, in una radura, lungo la riva o sul greto dei fiumi, su un prato di una collina …  e stare ad ascoltare i mille rumori che si susseguono … ogni volta che vado in bicicletta mi rendo conto di quanto ci stiamo perdendo per seguire i ritmi della nostra realtà. Ma si vive una volta sola e perché privarsi di questo bello quanto fantastico spettacolo?!!? Certo, direte voi, non ho parlato direttamente di bicicletta o passione per essa, ma ho parlato comunque di emozioni, che questo magnifico sport insegna a cogliere!! Domani sarà il giorno della gara, si partirà alle 7 di mattina per coprire 165 km di percorso di cui 52 di salite e ci sarà da divertirsi. Le emozioni di una gara non sono le stesse di un allenamento o di un “giro di passione” sono più “dure” meno dolci, si mette alla prova il proprio fisico e per farlo al meglio bisogna conoscerlo alla perfezione e prevederne ogni reazione e il ciclismo insegna anche questo: a scoprire e sfidare i limiti del proprio corpo. Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Colori, Corpo, Fatica, Futuro, Libertà, Limiti, Natura, Passione, Pensieri, Speranza, Vento, Voci | Pubblicato in: Pensieri marzo 24, 2007 A lezione di amicizia Di Nick Quanto può uno sport come il ciclismo, a prima vista sport individuale, essere oltre che una “palestra” per il fisico anche una “palestra” di vita? Finchè non conosci chi lo pratica, non potrai mai capirlo, certo .. guai a generalizzare, ovunque ci son mele marce ma una disciplina del genere, il suo stesso DNA, riesce a tenerle alla larga. Vi chiederete, miei 4 lettori (facendo il “verso” ad un grande della nostra letteratura), per quale motivo vi scriva questo. Beh .. è nella natura del ciclista essere particolare: chiunque sano di mente, non si sveglierebbe la mattina del sabato, dopo esser tornato a casa da lavoro alle 11 di sera e dopo una settimana di lavoro, alle 6 per fare oltre 180 km col vento freddo con la pioggia o magari anche la neve e affrontando spesso e volentieri micidiali salite, ma un ciclista non è solo questo, non lo fa solo per “farsi del male” la maggior parte lo fa per trovarsi con i compagni di mille avventure con i quali da anni condivide una passione fuori dai canonici schemi e difficilmente spiegabile ai profani. Questa mattina sono stato partecipe di una vera e propria lezione di amicizia che, inserita in un contesto quale quello odierno caratterizzato dall’egoismo allo stato puro ove la cosa più importante è sempre  e comunque la massimizzazione della propria funzione di utilità (detta alla maniera degli economisti) dove per raggiungere i propri scopi si calpesta ogni forma di valore, dove si sopportano sempre meno i sacrifici e i bisogni degli altri dove si rifiuta il confronto, appunto in uno scenario come questo ogni atto di amicizia risalta e “lucida” gli occhi. Lo ammetto questa mattina ho sentito un fremito, io che mi inserisco nel contesto che ho sopra descritto e spesso me ne rendo conto ma faccio poco o nulla per migliorare, mi sono sentito spettatore di un gesto che solo uno sport come il ciclismo fra i più faticosi in assoluto può regalare. Lo so descrivere a parole questo gesto non fa altro che sminuirlo e non riesce a renderne la profondità, l’importanza. Un compagno che, perchè affaticato, non se la sente di tenere lo stesso passo del gruppo, un’altro compagno che decide di stare con lui e l’altra parte del gruppo che senza pensarci troppo mette da parte i propri obiettivi (tornare a casa ad una certa ora per degli impegni ma fare comunque un percorso impegnativo) e quindi ridimensiona il tragitto pur di accompagnare un proprio compagno e questo senza farglielo pesare, se non in maniera scherzosa. Questo secondo me è un gesto che vale moltissimo e aiuta a far pensare. Un gesto che può trovare mille corrispondenze nella vita di tutti i giorni e più pensi a questo più ti chiedi… riusciresti a comportanti così anche in altre situazioni?! Valori un tempo comuni ora calpestati dall’arrivismo rivivono in uno sport come il ciclismo. Lascia un commento   |  Tag: Amicizia, Ciclismo, Crescita, Cuore, Emozione, Natura, Passione, Pensieri, Vita | Pubblicato in: Amicizie, Emozioni marzo 19, 2007 Alla soglia dei 24: tra realtà e passione Di Nick Mi trovo qui a scrivere a circa tre ore dal compimento del mio 24esimo compleanno… beh.. sarà strano ma a me il compleanno non è mai piaciuto più di tanto. Ok finchè abbiamo questa età non è un problema il fatto è che questa particolare giornata ti rammenta di quanto il tempo passi velocemente e quanto tu sia inerme nei suoi confronti. Per carità non voglio addentrarmi in discorsi filosofici, che non riuscirei a sostenere, certo è che ogni volta ci penso a questo tic tac continuo che scandisce la nostra esistenza. L’importante sarebbe sfruttare nel migliore dei modi il nostro “spazio” e … perchè no?! anche dedicarlo ad una passione penso sia importante anzi.. forse più di tante altre cose! L’ultima volta vi avevo accennato alla discesa e quanto possa essere sinonimo di libertà quanto di follia, oggi vi parlerò della salita. Ultimamente le mie uscite si son veramente ridotte, causa gli impegni, ma conto nel loro boom per il prossimo mese. Ieri mattina mi son alzato di buon’ora per sfruttare al meglio una delle ultime giornate di sole, viste le ultime previsioni. Il mio obiettivo era uno solo misurarmi con una vera salita. La salita per il ciclista, almeno in generale perchè c’è chi nn la sopporta, dovrebbe essere un must. Un ciclista che non faccia salite non è un vero ciclista, il bello di questo sport è il potersi misurare con una strada che si impenna e sale sale sale… Vi chiederete, e , credetemi, spesso ce lo chiediamo anche noi, ma perchè farsi “male”?! .. bah.. non c’è una vera risposta bisogna provarla per capire le emozioni che può trasmettere. La salita in fondo rappresenta la vera e propria metafora della vita che il ciclismo in generale riporta: non ci si può girare, la si deve affrontare a testa alta, con i propri tempi ma la si deve conquistare. E’ metafora della vita perchè rappresenta le difficolta che ogni giorno ognuno di noi si ritrova ad affrontare, ed ogni giorno si devono oltrepassare … magari certe volte “mettendo giù il piede” ma subito dopo rimontando in sella per continuare la scalata. “Mettere giù il piede” per un ciclista equivale alla massima umiliazione ma certe volte più che una necessità può risultare un’esigenza per nn cadere . Il ciclismo ti insegna a non mollare, in salita, come nella vita, anche quando non ce la fai più quando tutto sembra andare male, si deve stringere i denti e pensare che prima o poi finirà. Lo sò sembran cose trite e ritrite, quasi dei luoghi  comuni, ma più te ne rendi conto più te ne convinci e non fa mai male ricordarselo. Il sole ancora pallido che fa capolino dietro le cime e che riscalda l’aria ancora frizzantina delle prime ore del giorno, illumina con la sua luce le rocce che ti sovrastano mentre, nella tua solitudine, osservi la strada arrampicarsi su per la montagna avvolgendone i fianchi, apparendo e scomparendo qua e là seguendone  la forma. Ti senti piccolo ma nello stesso tempo un brivido ti pervade perchè anche te fai parte di questa realtà, di questo quadro e ascolti il tuo respiro che si fa sempre più affannato, il tuo battito sempre più veloce, il silenzio che ti avvolge, il vento che muove le chiome degli alberi che ti circondano, il ripetitvo frusciare della catena sui pignoni, la ruota che lentamente guadagna sempre più metri davanti a sè … tutto questo può essere una salita, il calore del sole che si alza e ti riscalda le braccia, il vociare degli uccelli che  trascorrono accanto a te questo tempo che diventa attimo e si perde nel passato. Ogni salita è diversa e l’emozione che regala è unica. Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Esperienza, Età, Futuro, Libertà, Natura, Passato, Passione, Realtà, Salita, Speranza, Tempo | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri marzo 4, 2007 Libertà è passione? Di Nick Ogni giorno mi chiedo come posso aggiornare questo blog in maniera da non cadere nel banale… è un blog che ha uno scopo ben lungi dal raccontare la mia vita, bensì ha un obiettivo molto difficile ovvero quello di descrivere delle emozioni derivanti da una passione. Una passione che in questo periodo risente delle vicissitudini universitarie che sempre più mi opprimono. Pare strano ma anche passare un esame può risultare provante quasi più di non passarlo, soprattutto perché dopo 5 anni che ti fai il mazzo, ti sacrifichi e ti concentri sull’obiettivo finale, arriva una professoressa che dall’alto della sua esperienza di cattedra ti assegna un voto alto facendoti capire che secondo lei hai studiato in meno di una settimana e non hai capito nulla; ebbene, di non essere una cima, ne sono ben certo ma da qua a dire che non do la giusta importanza ai miei impegni universitari, scusatemi, ma ne passa: nello specifico era un mese e più che studiavo questo esame. Chiudendo questa parentesi, dico soltanto che nella vita si devono accettare molte cose che non si digeriscono ma si deve essere capaci di reagire e si deve sempre e comunque conservare il proprio orgoglio: ebbene per me accettare un voto del genere, seppur alto, sarebbe equivalso ad accettare le offese che secondo me lo accompagnavano. Questo breve spaccato dalla mia noiosa vita serve per sottolineare quanto mi serva qualcosa che mi regali emozione allo stato puro e, l’andare in bicicletta altro non fa che donare libertà. Si la libertà, spesso chi la possiede non si accorge di quanto possa essere meravigliosa e solo quando la si perde ce ne accorgiamo; ma spesso noi che crediamo di essere liberi non lo siamo mai veramente, gli impegni, il tic tac dell’orologio, i nostri doveri … ce ne privano i piaceri e allora la metafora della vera libertà la si può provare solo attraverso le nostre passioni. Un pianista quando suona il pianoforte col cuore è libero, ognuno di noi lo è quando la cosa che fa gli trasmette gioia e non si presenta come un limite; nel mio caso lo studio è sempre meno un piacere, una passione, in quanto il riconoscimento dei propri sforzi  in una società, quale quella in cui viviamo, è sempre più legato ad aspetti che hanno sempre meno a che fare con la correttezza e l’impegno, sempre più chi viene premiato è colui che si presenta come il più furbo, non a caso si dice che il mondo sia fatto per i furbi. Anche nel ciclismo non si premia più l’impegno il sacrificio, come un tempo, a imporsi sono sempre più coloro che giocano sporco e allora verrebbe anche a te di farlo ma poi ci pensi e ti rendi conto che , forse, chi si comporta così senza rendersene conto è proprio lui che perde la libertà. La libertà ….  Concetto stupendo ….  Nel ciclismo libertà può associarsi a discesa: la discesa regala adrenalina, spacca le regole, in discesa dipende solo da te se vuoi arrivare al limite o tenertene a distanza. In discesa gli sforzi sembrano esser minori così invece non è .. l’attenzione dev’essere doppia e andare oltre i propri limiti potrebbe costare caro … ma solo questo momento regala, a chi ne è appassionato, la vera libertà …. L’aria che ti travolge, il paesaggio introno a te che si muove sempre più velocemente, la strada che scende tortuosa e gli occhi che devono sempre stare attenti ad ogni piccolo particolare. Può regalare forti emozioni come forti dolori e come tale è metafora di libertà.   Alla prossima. Lascia un commento   |  Tag: Amicizia, Ciclismo, Discesa, Emozioni, Futuro, Libertà, Natura, Passione, Speranza | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri gennaio 2, 2007 Bilanci e preventivi: 2006 e 2007 Di Nick Da tempo ormai non aggiorno il blog e me ne rammarico, poiché la volontà di riassaporare le avventure di questa stagione appena passata è tanta.E’ finito un altro anno, ne è iniziato subito uno nuovo. L’anno dei miei 24 compleanni (ci si potesse fermare qua…J ), del rush finale per la mia benedetta laurea, del 90esimo giro d’Italia che passerà in zone a me care, del mio esordio in una squadra ciclistica di un certo livello….. E’ tempo di bilanci, per l’anno appena conclusosi e di preventivi per quello che è appena iniziato… Il 2006, concentrandomi sulla mia passione, è stato un’anno di svolta, un anno durante il quale ho partecipato a competizioni mitiche, ho percorso strade, scollinato passi che han fatto e faranno la storia del ciclismo. Emozioni che difficilmente si possono trasmettere, e che io, mosso da quella illusoria fantasia che pervade i fanciulli, cerco in questo spazio di tradurre in lettere, parole, frasi, pensieri. Ho iniziato la stagione con una bicicletta nuova fiammante, giocattolo stupendo per chi l’ama. La fortuna e il caso ha voluto che mi potessi allenare con una persona che mi ha aiutato a capire cosa voglia dire fare fatica sui pedali, stringere i denti in salita, voler finire a tutti i costi la salita…. Ho partecipato, subito dopo il passaggio della carovana rosa, ad una meravigliosa tappa nelle mitiche dolomiti venete: Colle di Santa Lucia, Forcella Staulanza, Passo San Pellegrino, Passo Fedaia (Marmolada) e Digonera. Bellissime le uscite al sabato alla scoperta di nuove vette non troppo lontane da dove abito. La soddisfazione di arrivare ottavo (su 93) in una cronoscalata del mitico San Pellegrino per giunta, ed essere premiato con un bacio della miss. Ricordo il giro delle dolomiti con lo Stelvio, il passo delle Erbe, la Marmolada, Gardena…. La caduta a Verona sotto un diluvio e la stanchezza del finale di stagione. Archivio il 2006 ciclistico con un anno stupendo e ricco di ricordi da portarsi nel cuore e rivivere nei propri pensieri. Apro un 2007 ricco di aspettative, dalla nuova squadra alle numerose granfondo all’impegno per l’allenamento da far coincidere con il massimo impegno per quello che è il mio vero obiettivo dell’anno ovvero la mia laurea. Speriamo sia un anno che mi regali gioe e soddisfazioni abbinate al giusto sacrificio.   Un augurio speciale per la nuova stagione a tutti quelli che hanno questo sport, questa passione nel cuore, perché possano custodirla e svilupparla nel tempo regalandosi e regalando a coloro che pedalano al loro fianco momenti da ricordare. Non ultimo un pensiero a coloro che questo sport, questa avventura non se la possono permettere, o perché le loro priorità sono ben altre o perché impossibilitati fisicamente per i più svariati motivi. Un augurio anche a tutti coloro che soffrono e che non vedono via d’uscita, lo sport e la vita in generale devono aiutare a sperare, la speranza deve sempre vivere nei nostri cuori. Un buon 2007 a tutti!!! Lascia un commento   |  Tag: Augurio, Bilancio, Ciclismo, Gioia, Lavoro, Natura, Passato, Passione, Ricordi, Speranza | Pubblicato in: Pensieri novembre 11, 2006 Ricordi di una stagione Di Nick Molti sono i ricordi della stagione appena conclusasi, 2006, mi riaffiorano di continuo dalle pagine della memoria e ognuno di essi mi ricorda un’emozione, un’immagine, un piccolo momento in sella alla mia bici. Oggi mi è tornato in mente il momento per me più bello di tutto l’anno, uno dei momenti più belli per un ciclista, la scalata del Passo dello Stelvio (2757 mslm). Appena riuscirò a capire come inserie le immagini, le pubblicherò. LO STELVIO 1° agosto 2006: Giornata piovosa. Era una tappa del Giro delle Dolomiti. Arrivati a Prato allo Stelvio, pioveva a dirotto e il freddo si faceva sentire. Causa condizioni climatiche gli organizzatori hanno deciso di limitare la tappa alla cronoscalata del Passo. Prima di iniziare svuoto una borraccia per alleggerire il peso, tanto con la pioggia pericolo di disidratazione non ce n’è, inoltre lungo la salita sono posti 2 ristori idrici volanti. S’inizia: la strada è bella larga e asfaltata, gente che tossisce, l’intensità della pioggia và scemando, silenzio nessuno più parla, solo il bip del passaggio sul rilevamento cronometrato. S’inizia subito a salire 6-7%, si passa una galleria, le macchine senso opposto si fermano e osservano la lunga scia di ciclisti che si sgrana lungo la strada, l’andatura è sostenuta. Si arriva all’ultimo paese prima dell’inizio del vero e proprio passo: la gente incita e applaude al passaggio della “carovana”. Nella mente è ancora impressa la svolta a destra, subito dopo al centro abitato: lì inizia lo Stelvio. 49 tornanti e 27Km di salita continua, dopo i primi 10-12 si può già vedere il passo, che domina la valle, e i suoi infiniti tornanti che si inerpicano lungo la montagna. CHE MERAVIGLIA!! Ho avuto la pelle d’oca, anche se il passo era coperto dalle nuvole. La pioggia smette di cadere, si fa sentire il tipico calore che sale dall’asfalto. Ci si levano i manicotti, si beve e si mangia qualcosina (miele). La strada inizia a salire e a mordere le gambe, ma permette cmq di trovare il ritmo (11-12 km/h). Trovo un compagno di scalata e mi piazzo a ruota cercando di non perderla mai. Più vai avanti più ti rendi conto che anche se non vi sono pendenze terribili, la lunghezza della salita è assurda, interminabile, ma la voglia dell’impresa è tanta e dà una forza in più, a 3 km dalla fine sembra che siano troppi, sembra che non debbano finire mai. Ultimo tornante a sinistra e poi ultima rampa verso il passo, la gente attorno che incita e applaude, i pensieri che ti hanno fatto compagnia per 27km sfumano, ti alzi sui pedali, dai tutto, vai oltre quello che ti rimane….il passo è tuo!! Il secondo passo carrozzabile più alto d’Europa, il più alto d’Italia. Una volta fermo ti accorgi che sei ridotto ad uno straccio, sudato fradicio devi coprirti al più presto ma quello che più t’interessa è che l’hai conquistato: hai domato lo STELVIO o STILFER JOCH!! Lascia un commento   |  Tag: Ciclismo, Fatica, Forza, Natura, Passione, Pioggia, Respiro, Ricordi, Salita, Soddisfazione, Sudore | Pubblicato in: Emozioni, Pensieri « Vecchi articoli Articoli recenti La direzione dei sogni Penombra (7 Giugno 2013) … dal silenzio alla nebbia Un incontro … un saluto Cerca nel blog E' proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. [Paulo Coelho (1947 - vivente) (...) Innamorarsi di un sogno..è bellissimo!Pur se sai: che è un’andata senza ritorno; che è come amare senza essere amato; che è come un salto nel vuoto..quando entra nei tuoi pensieri, ti toglie il respiro, per un attimo (...) 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